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Origine: Cina
Caratteristiche: radice naturale tonico-adattogena, utile in caso di stanchezza fisica e mentale.
Metodo di preparazione: il consumo del ginseng rosso in polvere è piuttosto agevole, si aggiunge facilmente a qualsiasi tipo di cibo o bibita. La quantità indicata è di un cucchiaino al giorno. Per chi preferisce, può essere consumato in mezzo bicchiere di acqua tiepida, oppure mescolarlo in frullati, smoothie, yogurt ecc.
Si raccomanda di conservare in un contenitore ben chiuso. È fondamentale mantenere il tutto in un luogo fresco, lontano quindi da fonti di luce e calore.
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Il Ginseng rosso (Panax ginseng C.A. Meyer) è da secoli considerato un tesoro della tradizione erboristica asiatica. La radice viene raccolta dopo 4–7 anni di lenta crescita, quindi cotta al vapore ed essiccata: un procedimento che le conferisce il caratteristico colore ambrato-rossastro e che modifica il suo profilo naturale di composti, rendendolo diverso da quello del ginseng bianco.
Fin dall’antichità, questa pianta ha occupato un posto speciale nella cultura orientale. Il suo nome botanico Panax deriva dal greco (pan = tutto, axos = cura), mentre il termine cinese renshen richiama la forma della radice, simile a una figura umana, e il legame tra corpo, mente e spirito. Nei grandi testi di farmacologia tradizionale, come il Bencao Gangmu di Li Shizhen (1596) e il coreano Dongeui Bogam, il ginseng compare centinaia di volte, segno del ruolo centrale che ha avuto nella fitoterapia storica.
In base alla lavorazione, distinguiamo tre tipi di ginseng
(a) ginseng fresco (di età inferiore a 4 anni, consumabile fresco)
(b) ginseng bianco (di età compresa tra 4 e 6 anni, pulito e poi essiccato al sole);
(c) ginseng rosso (raccolto a 6 anni, poi cotto al vapore ed essiccato)
La lavorazione del ginseng rosso parte da radici mature, raccolte solitamente dopo il sesto anno, quando la pianta ha sviluppato al massimo le sue caratteristiche naturali.
Secondo le linee guida del Ministero della Salute, il ginseng è un tonico-adattogeno, utile in caso di stanchezza fisica e mentale.
È una pianta che, nella tradizione, accompagna i periodi di intenso impegno e le fasi in cui è necessario recuperare energia e concentrazione. La radice di ginseng rosso è considerata un alleato prezioso per sostenere la vitalità quotidiana e favorire la naturale capacità dell’organismo di adattarsi allo stress.
Va sottolineato che i benefici dipendono dalla qualità della radice, dal contenuto di ginsenosidi e dalla regolarità d’uso, e che la ricerca è in continua evoluzione.
La radice di ginseng rosso, una volta trasformata in polvere, concentra una ricca varietà di elementi naturali. Oltre ai noti ginsenosidi – composti caratteristici di questa pianta – contiene naturalmente vitamine del gruppo B e minerali come ferro, zinco, magnesio e calcio. Questi micronutrienti sono parte integrante della composizione della radice e ne arricchiscono il profilo nutrizionale.
Il ginseng in polvere è molto versatile e si adatta a diverse abitudini alimentari:
può essere sciolto in acqua calda per ottenere una bevanda dal gusto erbaceo
si mescola facilmente a yogurt, frullati, muesli o estratti di frutta
può essere aggiunto anche a bevande fredde o smoothie per una nota caratteristica
chi preferisce può utilizzarlo in preparazioni casalinghe come estratti o capsule
La sua versatilità lo rende adatto sia a chi cerca un rituale quotidiano semplice, sia a chi ama sperimentare nuove combinazioni in cucina.
Per la preparazione di una tisana: sciogliere 1–2 g di polvere (mezzo cucchiaino scarso) in una tazza d’acqua bollente, lasciare in infusione 10 minuti e bere al mattino per iniziare la giornata con energia.
La dose giornaliera tradizionale varia da 1 a 3 g al giorno di radice in polvere.
Per l’uso quotidiano della polvere di radice di ginseng rosso, la letteratura tradizionale indica solitamente un intervallo compreso tra 0,5 e 2 grammi al giorno. È buona prassi iniziare con quantità ridotte e modulare l’assunzione in base alle proprie esigenze personali.
Il ginseng è considerato una pianta stimolante: per questo motivo non è raccomandato in gravidanza e allattamento, nei bambini e nei soggetti con ipertensione o disturbi cardiaci, se non sotto consiglio medico.
Inoltre, può interagire con alcuni farmaci (ad esempio anticoagulanti o ipoglicemizzanti): chi segue terapie specifiche dovrebbe consultare il proprio medico prima di introdurlo nella dieta.



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