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Storia e Origini della Yerba Mate – Il Dono degli Dei

Il consumo quotidiano della bevanda della Yerba Mate fin dalla sua scoperta divenne una delle tradizioni che, come poche altre, è rimasta immutata per secoli, radicandosi e diffondendosi in tutto il Mondo. Il Mate è la bevanda beneamata in Argentina, Paraguay, Uruguay e in Brasile. Per il forte legame che si è creato tra la Yerba Mate e questi paesi, per il suo particolare metodo di preparazione, per i suoi benefici e forme di condivisione, si è arrivati a considerare la Yerba come patrimonio culturale in ciascuno di questi Paesi. Non è un caso che oggi in Argentina si consumano circa 100 litri di Mate all’anno per persona. Vediamo insieme la storia e le origini della Yerba Mate, il Dono degli Dei.

La Storia del Mate

Origine della Yerba Mate

I primi riferimenti al consumo della Yerba Mate, come narra il libro “Caá Porã: Lo Spirito della yerba mate” pubblicato dallo Stabilimento Las Marías, può essere attribuito all’etnia dei Kaingang, abitanti delle foreste dell’Alto Cuenca de la Plata circa 3000 anni a.C., i quali consumavano le foglie crude dell’Ilex Paraguenis (la pianta della Yerba Mate). I Kaingang chiamavano queste foglie “kongoñ”, ovvero “ciò che nutre”.

In ogni caso, sono stati i Guaraní, popolo sudamericano nel nord-est dell’Argentina (Corrientes, Misiones, Formosa e parte della provincia del Chaco), nel sud-ovest del Brasile, in Paraguay, nel sud-est della Bolivia e in parte dell’Uruguay, che hanno perfezionato il processo di produzione, il metodo di consumo e di conseguenza lo sfruttamento delle proprietà nutritive del Mate.

Guaranì

Yerba Mate dei Guaraní – Dono e cibo degli dei

“Caá” in lingua guaraní significa Yerba Mate, ma anche pianta e giungla. Per i Guaraní, la Yerba Mate è l’albero per eccellenza, un dono sacro degli Dei. Nella cultura Guaraní, la Yerba aveva un ruolo sociale che andava oltre il suo scopo nutrizionale. Masticare le foglie dava loro l’energia necessaria per le lunghe camminate nella giungla. Oltre alla sua proprietà energizzanti, il consumo delle foglie di Caá regalava una sottile sensazione di benessere e armonia. Le sue proprietà e le sensazioni di benessere hanno contribuito al successo di questa pianta tra i Guaraní. Usavano le sue foglie per la preparazione della bevanda, come oggetto di culto, durante i rituali e come moneta di scambio con altri popoli preispanici. Si narra anche che alla fine della venerazione di diversi Dei, tutti si riunissero per bere Mate.

La Storia del Mate

Durante i lunghi viaggi attraverso la giungla, i conquistadores notarono che i Guaraní avevano una maggiore resistenza dopo aver bevuto questa bevanda sacra, il cui recipiente era legato ad un filo intorno alla vita. Era molto comune berlo con acqua calda o fredda, in una zucca riempita con l’infuso, filtrando il liquido con labbra e con i denti e mangiando parte delle foglie. Sono stati realizzati anche diversi filtri con trecce di fibre vegetali, tra cui il “takuapí”, una sorta di “bombilla”. Questo era un tubo che permetteva di sorseggiare l’acqua dal fondo del contenitore.

Takuapí. Lampadina Guaraní. Dettaglio del filtro. Museo Andrés Barbero, Asunción. Fotografia di Pau Navajas, 2004.
Archivio Las Marías.
Takuapí. Bombilla Guaraní. Dettaglio del filtro. Museo Andrés Barbero, Asunción. Fotografia di Pau Navajas, 2004. Archivio Las Marías.

Gesuiti – La popolarità del Mate

Furono comunque i Conquistadores a diffondere il consumo e le virtù della Yerba Mate in tutto l’allora Vicereame del Río de la Plata. Appresero dai Guaraní l’uso, i benefici e la preparazione del Mate che chiamarono “Hierbas del Paraguay (Erbe del Paraguay)”, senza sapere che le foglie provenivano da un albero che cresceva nella giungla. La Yerba Mate presto guadagnò una grande popolarità tra i colonizzatori e grazie a questa popolarità, conquistò sempre più territorio la cultura di bere Mate.

Yerba Mate Gesuiti

Alla fine del XVI Secolo arrivarono i primi missionari gesuiti per occuparsi dell’evangelizzazione dei Guaraní. All’inizio consideravano il Mate una bevanda pericolosa, ma in seguito la Yerba fu accettata e il suo uso fu addirittura incoraggiato come una grande soluzione al problema della dipendenza da alcol.

I Gesuiti sono stati i primi che capirono l’importante potenziale economico che sarebbe potuto scaturire dalla commercializzazione del Mate. Indagarono sulla coltivazione della stessa, e furono i primi a riuscire a far germogliare i semi della pianta con un metodo segreto. Da lì in poi ebbero la possibilità di coltivarla e la Yerba Mate iniziò ad essere la principale fonte di reddito per i Gesuiti che, una volta ottenuto il permesso di commercializzare il prodotto nel 1645, iniziarono a coltivarlo alla fine del XVII Secolo. Iniziarono così a possedere svariati “yerbales hortenses” e pagavano un tributo al Re di Spagna, per poter coltivare e commercializzare questa pianta magica. Divenne così il Mate il principale prodotto oggetto di esportazione del territorio Guaraní, guadagnando il primo posto davanti a prodotti che la facevano da padrone, come lo zucchero, il vino e il tabacco.

Il Mate nel 1600 in tutte le classi sociali e anche molto lontano dall'America Latina, in Inghilterra
Il Mate nel 1600 in tutte le classi sociali e anche molto lontano dall’America Latina, in Inghilterra
Fonte: https://inym.org.ar/

A metà del XVIII Secolo, la Yerba divenne popolare tra tutte le classi sociali, anche se ogni gruppo aveva le proprie preferenze in tema di Yerba e relativamente al modo di berla. Ad esempio, quando il Mate veniva bevuto nelle case di Buenos Aires, ogni famiglia aveva un proprio produttore di fiducia. A volte, ne aveva addirittura due, uno per la Yerba dolce e uno per quella amara. La vendita della Yerba era diventata un’attività fiorente quando Carlo III, con un decreto reale del 1767, ordinò l’espulsione dei Gesuiti. I villaggi da loro creati vennero lentamente abbandonati e i raccolti andarono persi. La Yerba fu nuovamente raccolta dagli indigeni nella giungla, ambiente nel quale cresceva spontaneamente. Dopo qualche tempo, all’inizio del XX Secolo, furono riprese le prime piantagioni a San Ignacio, l’antico insediamento dei Gesuiti.

Il consumo della Yerba Mate oggi

La Yerba Mate non ha perso la sua popolarità negli ultimi secoli, anzi possiamo dire che sta guadagnando sempre più ammiratori oltre i confini dell’America Latina. I principali produttori di Yerba Mate sono oggi Argentina, Paraguay e Brasile. Nonostante l’importante consumo di Mate in Uruguay, per questioni climatiche ed anche per una limitata estensione territoriale, non rientra tra i Paesi produttori. L’Argentina nel 2021 ha prodotto 849.399.820 kg di Yerba Mate diventando così la nazione che consta con la produzione maggiore di Mate al mondo, con 174.820 ettari coltivati (87% nella provincia di Misiones e 13% nella provincia di Corrientes). Il secondo produttore è il Brasile con 85.000 ettari distribuiti nelle regioni Río Grande do Sul, Santa Catarina e soprattutto Paraná e subito dopo troviamo il Paraguay con 35.000 ettari coltivati (Instituto Nacional de la Yerba Mate, Settembre 2021).

Zone di produzione di Yerba Mate
Zone di produzione di Yerba Mate in Argentina
Fonte: Dirección de Desarrollo Productivo Regional

Queste statistiche ci farebbero pensare che i maggiori consumatori di Yerba Mate pro-capite siano gli Argentini, ma la realtà è ben diversa. Ad avere il primato in questa categoria sono gli Uruguayani con un consumo pro-capite di circa 10 kg di Yerba Mate all’anno! Una media altissima, ben superiore rispetto a quella degli Argentini che si riduce a “soltanto” 7 kg.

I numeri precedenti sono un evidente segnale della grande popolarità di questa bevanda dai valori nutrizionali eccellenti, dietro la quale si nasconde un mondo unico ed affascinante, fatto di cultura, amore e legame nazionale di questi paesi.